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Analfabetizzazione

"ANARCHIA non vuol dire bombe ma giustizia, nella librtà..."
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February 02

E fu così che la realtà superò la fantasia...

"Basta, ha vinto lei.. basta.."
"Abbiamo vinto! Si!"
 
"Che fa Cetto?"
"Abbiamo vinto, abbiamo?!.."
"Si, ho detto basta.. basta.. avete vinto.."
 
"Che fa Cetto?"
"Cioè.. abbiamo vinto? .. Hanno vinto.."
 
"Antonio, il pezzo non finiva così.."
"Lo so.."
"Antonio.. ma ho detto a Cetto.. basta basta.. Nicola aiutami.."
"Fazio.. hanno vinto.."
 
"Antonio, non fare così.. io avevo detto a Cetto.."
"Sto bene..."
 
"Antonio.. guarda.. loro.. è come dire che la realtà supera la fantasia.. sono stati bravissimi.. non si può dire niente.."
"Antonio.. Nicola ha ragione, non è colpa di Cetto.."
 
"Quindi tutto quello che ho fatto è inutile.."
"No, no , no.."
"No.. Antonio, sei stato bravo, è andata benissimo.. ma loro son stati perfetti.."
"Antonio, tu sei un attore!"
"Si ho capito.. ma...."
"Ma no.. Antonio.. sono stati troppo bravi.. è la realtà che supera la fantasia.."
"Sei un attore.. non è colpa tua!"
"Credimi, Fabio ha ragione!"
"Ma dai, tu sei un attore.. adesso ti riposi e ci vediamo la settimana prossima.."
"Non potevi prevedere Antonio!"
 
"Sono stati bravissimi...."
 
 
 
January 01

Ma la conoscete voi la storia di Pinelli?

Propongo una campagna di analfabetizzazione... dato che la schifosa alfabetizzazione che ci circonda va dietro solo a sciocchezze...
 
Inizio raccontando la storia di Pinelli....
 

Giuseppe Pinelli (Milano21 ottobre 1928 – Milano15 dicembre 1969) è stato un anarchico e ferroviere italiano, animatore del Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa. Morí a Milano in circostanze misteriose il 15 dicembre 1969.

Nel mese di novembre del 1966 già militante anarchico, diede appoggio a Gennaro De Miranda, Umberto Tiboni, Gunilla Hunger, Tella e altri ragazzi del giro dei cosiddetti capelloni per stampare le prime copie della rivista Mondo Beat nella sezione anarchica "Sacco e Vanzetti" di via Murilio.

Le circostanze della sua morte, ufficialmente attribuita ad un malore, hanno destato sospetto a causa di alcune circostanze legate ai momenti del tutto eccezionali vissuti nel capoluogo lombardo a seguito della strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969.

Una parte dell'opinione pubblica ha avanzato il sospetto che Pinelli sia stato assassinato e che le indagini siano state condotte con metodi poco ortodossi ed in modo non imparziale. Tuttavia, l'inchiesta conclusa nel 1975 dal giudice istruttore Gerardo D'Ambrosio ha escluso l'ipotesi dell'omicidio, giudicandola assolutamente inconsistente.

Il caso ha suscitato una polemica politica intrisa di vibrante animosità tanto da parte di coloro che sostengono la tesi dell'omicidio, quanto da parte delle autorità, ed è peraltro assai arduo isolare la polemica riguardante questo caso da quelle relative, fra l'altro, alla strage di piazza Fontana, alla cosiddetta strategia della tensione, al cosiddetto stragismo di stato, alla repressione dei circoli anarchici italiani ed all'assassinio del commissario Calabresi.

Da Wikipedia... http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Pinelli

In sostanza: era comodo accusare gli anarchici della strage...

E il caro commissario Calabresi (che guarda caso la signora chiesa vuole fare santo... ahah Perplesso) ha ordinato di buttare "accidentalmente" il nostro Pinelli dal balcone.. spezzandogli anche il cuore sostenendo che il suo amico anarchico Valpreda aveva parlato... (bugia!)...

I compagni si sono vendicati... hanno ucciso il commissario e Adriano Sofri tutt'oggi è in carcere perchè accusato di essere il mandante di questo omicidio (meritato?)..

Ma guarda caso, cosa si è scoperto alla fine? Il nostro Pinelli era innocente... dei fascisti erano i responsabili del tutto... ahah... Si! Facciamo santo Calabresi! L'assassino...  Perplesso 

Che bella società la nostra...

Per fortuna ci sono dei grandi cantautori, come Claudio Lolli... nel suo omaggio a Pinelli:

 
 
 
November 17

Ho una pulce?

 
 
 
Persone:

Nagg
Nell
Hamm
Clov

Interno senza mobili.
Luce grigiastra
.
[...]
Clov (sguardo fisso, voce bianca). Finita, è finita, sta per finire, sta forse per finire. (Pausa). I chicchi si aggiungono ai chicchi a uno a uno, e un giorno, all'improvviso, c'è il mucchio, un piccolo mucchio, l'impossibile mucchio. (Pausa). Non possono più punirmi. (Pausa). Me ne vado nella mia cucina, tre metri per tre metri, ad aspettare che mi faccia un fischio. (Pausa). Sono dimensioni ideali, mi appoggerò alla tavola, guarderò il muro, aspettando che mi faccia un fischio.
 
[...]
 

Clov (con angoscia, grattandosi). Ho una pulce.
Hamm. Una pulce? Ci sono ancora delle pulci?
Clov (grattandosi). A meno che non sia una piattola.
Hamm (molto preoccupato). Ma a partire di lì l'umanità potrebbe ricostituirsi! Per amor del cielo, acchiappala!

[Samuel Beckett, Finale di partita traduzione di Carlo Fruttero, Oscar Mondadori, 1969.]

November 09

Canzone quasi d'amore - Guccini

 
 
Non starò più a cercare parole che non trovo
per dirti cose vecchie con il vestito nuovo,
per raccontarti il vuoto che, al solito, ho di dentro
e partorire il topo vivendo sui ricordi, giocando coi miei giorni, col tempo...

O forse vuoi che dica che ho i capelli più corti
o che per le mie navi son quasi chiusi i porti;
io parlo sempre tanto, ma non ho ancora fedi,
non voglio menar vanto di me o della mia vita costretta come dita dei piedi...

Queste cose le sai perchè siam tutti uguali
e moriamo ogni giorno dei medesimi mali,
perchè siam tutti soli ed è nostro destino
tentare goffi voli d' azione o di parola,
volando come vola il tacchino...

Non posso farci niente e tu puoi fare meno,
sono vecchio d' orgoglio, mi commuove il tuo seno
e di questa parola io quasi mi vergogno,
ma c'è una vita sola, non ne sprechiamo niente in tributi alla gente o al sogno...

Le sere sono uguali, ma ogni sera è diversa
e quasi non ti accorgi dell' energia dispersa
a ricercare i visi che ti han dimenticato

vestendo abiti lisi, buoni ad ogni evenienza, inseguendo la scienza o il peccato...

Tutto questo lo sai e sai dove comincia
la grazia o il tedio a morte del vivere in provincia
perchè siam tutti uguali, siamo cattivi e buoni
e abbiam gli stessi mali, siamo vigliacchi e fieri,
saggi, falsi, sinceri... coglioni!

Ma dove te ne andrai? Ma dove sei già andata?
Ti dono, se vorrai, questa noia già usata:
tienila in mia memoria, ma non è un capitale,
ti accorgerai da sola, nemmeno dopo tanto, che la noia di un altro non vale...

D' altra parte, lo vedi, scrivo ancora canzoni
e pago la mia casa, pago le mie illusioni,
fingo d' aver capito che vivere è incontrarsi,
aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare,
bere, leggere, amare... grattarsi
!
 
November 03

Testamento di una ragazza indaco... (per JOB)

 
Job: dedicato a te....
 
"Io ho viste cose che voi umani non
potreste immaginare.
Navi da combattimento in fiamme
al largo dei bastioni di Orione...
e ho visto i raggi B balenare nel buio
vicino alle porte di Tannhauser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo
come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire..
 
Blade Runner
  
October 30

Potrò mai perdonare?

 

 

Potrò mai perdonare
al vostro amore stanco
il piacere segreto
di una notte lontana
che mi ha sbattuto
in un mondo extravaginale
senza nemmeno chiedersi
se preferissi nascere
o la morte gloriosa
di un aborto illegale.

 
Potrò mai perdonare
a te ragazzo magro
tutti i pugni sul muso
che mi hai dato per noia
o per aiutarmi a crescere
o per raddrizzarmi il naso
o per vedermi piangere
proprio nel mio cortile.
 
 
Potrò mai perdonarti
amico per sei anni
di avermi ascoltato
con un orecchio solo
il tuo tradimento nero
fine del nostro mondo
con cui sei diventato
un bel fascista biondo
 
 

Potrò mai perdonare
al Dio che non esiste
di avere rovinato
la mia adolescenza
Seduto su una pila
immensa di riviste
di donne nude prova
della sua inesistenza.

Potrò mai perdonarvi
amici tutti quanti
l'amore e l'amicizia
che non mi avete dato
e questo mio sangue fragile
il mio povero disastro
la colpa ed il dolore
di non esser mai stato
per nessuno di voi
nemmeno un fratellastro.

Potrò mai essere perdonata?

 

Tratti di "Compagni a venire", Lolli

October 20

Dalla parte del torto...

 

 

 

E quando proverete a ridere del vostro dolore
con quei denti bellissimi che vostra madre vi ha dato
Quando avrete bisogno di trattenere il fiato
per qualche miracolo o un disastro di più.

E quando riuscirete a piangere per uno stupido amore
con quegli occhi bellissimi che il mio amore vi ha dato
quando avrete una valigia con un bel sogno sciupato
da uno sguardo cattivo, una cattiveria di più.
Venitemi a trovare correte a perdifiato
per voi ci sarà sempre il mio cuore incantato
venitemi a cercare nel mio arcobaleno privato
tra il colore del futuro e quello del passato.

E quando avrete voglia di ascoltare una storia
con quelle orecchie bellissime che vostra madre vi ha dato
una storia che forse io ho dimenticato
ma è lo stesso comunque io la racconterò

E' la storia dell'uomo che scriveva il suo amore
con quelle dita bellissime che il mio amore vi ha dato
la scriveva nel mondo come una canzone
con quell'unica voce, quella voce che c'è.
Rimanete con me non scappate a perdifiato
per voi ci sarà sempre il mio cuore incantato
rimanete con me nel mio arcobaleno privato
tra il colore del futuro e quello del passato.

E quando proverete a stare dalla parte del torto
con quella voce bellissima che vostra madre vi ha dato
insieme a tutti quelli che non hanno giocato
neanche la prima mano né una mano di più.

E quando graffierete come cuccioli ribelli
con quelle unghie bellissime che il mio amore vi ha dato
In un giorno dorato, in un giorno fatato
leccando una ferita, una ferita di più.
Venitemi a trovare, correte a perdifiato
per voi ci sarà sempre il mio cuore incantato
venitemi a cercare nel mio arcobaleno privato
tra il colore del futuro e quello del passato.

E quando vi siederete dalla parte del torto
perché ogni altro posto sarà già stato occupato
con quel culo bellissimo che la mia donna vi ha dato
con quel culo che io non ho mai visto di più
Venitemi a svegliare e bussate a perdifiato
per voi ci sarà sempre il mio cuore incantato
forse malinconico ma mai rassegnato
una carezza alla luna alle stelle
e un pallone sul prato.

October 11

Santa Sangre - Jodorowsky

Perche Fenix è chiuso in manicomio? Perché si esprime solo a gesti? Perché non esce mai dalla sua stanza? Fenix è poco più che ventenne, ma dentro sé è un bambino; un bambino che, dentro l'abisso della memoria, ha perduto il trauma che ne ha segnato l'esistenza.
Fenix vive nel circo dei genitori, insieme ad un nano, una bimba sordomuta, un vecchio elefante, una tatuatissima danzatrice e qualche clown.

L'ipersensibilità di Fenix fa si che ognuno dei due genitori lasci una traccia indelebile nel suo corpo e nella sua psiche: il padre, per farlo diventare "uomo", gli incide con un coltello un volatile che copre l'intera superficie del petto; la madre, vistasi frustrare la delirante e malsana tensione religiosa con la distruzione del tempio dedicato alla santa senza braccia, gli riversa addosso la propria ansia.

il suicidio del padre, castrato dalla madre perché colto in flagranza di infedeltà. Ma perderà la vita, nella circostanza, anche la folle madre di Fenix, mutilata dai coltelli del padre di ambedue le braccia: proprio come accaduto alla santa.

Per capire le motivazioni profonde dell'impulso a uccidere bisognerà attendere un epilogo che, grazie all'arrivo della bambina sordomuta oramai cresciuta, smaterializza i mostri dell'inconscio, lasciando alla vista del bimbo, divenuto adulto, il solo volto che l'aveva amato e compreso. Un volto, l'unico reale, che gli ricorda che le sue mani, le sue braccia, sono fatte per volare, non per uccidere. É la catarsi, il ritorno al sé bambino, il superamento del trauma: la libertà, pur dentro una cella o nuovamente in manicomio.

"Santa sangre" è un film doloroso, sarcastico, cinico, malinconico e visionario. E Jodorowsky, pur tra mille difficoltà – e qui molti jodorowskyani e panici d.o.c. saranno in disaccordo – ci regala veramente la sua miglior pellicola. Una pellicola ricca di idee e di immagini che coinvolgono e catturano le emozioni più intime dello spettatore che, estraniandosi dalla scia di sangue, partecipa realmente al dramma inconscio ma tutto reale del protagonista.

 
October 05

Agosto

 
 
 
 
 Agosto, Improvviso si sente
un odore di brace.
Qualcosa che brucia nel sangue
e non ti lascia in pace,
un pugno di rabbia che ha il suono tremendo
di un vecchio boato:
qualcosa che crolla, che esplode,
quancosa che urla.
Un treno è saltato.

Agosto. Che caldo, che fumo,
che odore di brace.
Non ci vuole molto a capire
che è stata una strage,
non ci vuole molto a capire che niente,
niente è cambiato
da quel quarto piano in questura,
da quella finestra.
Un treno è saltato.

Agosto. Si muore di caldo
e di sudore.
Si muore ancora di guerra
non certo d'amore,
si muore di bombe, di muore di stragi
più o meno di stato,
si muore, si crolla, si esplode,
si piange, si urla.
Un treno è saltato.

"Agosto" di Claudio Lolli

October 02

Il suono del silenzio

Dolce silenzio.... unico compagno vero....

Il suo suono è assillante, torturante, distruttivo, monotono.... ma sublime....

Salve oscurità, mia vecchia amica
ho ripreso a parlarti ancora
perché una visione che fa dolcemente rabbrividire
ha lasciato in me i suoi semi mentre dormivo
e la visione che è stata piantata nel mio cervello
ancora persiste nel suono del silenzio

Nei sogni agitati io camminavo solo
attraverso strade strette e ciottolose
nell'alone della luce dei lampioni
sollevando il bavero contro il freddo e l'umidità
quando i miei occhi furono colpiti dal flash di una luce al neon
che attraversò la notte... e toccò il suono del silenzio

E nella luce pura vidi
migliaia di persone, o forse più
persone che parlavano senza emettere suoni
persone che ascoltavano senza udire
persone che scrivevano canzoni che le voci non avrebbero mai cantato
e nessuno osava, disturbare il suono del silenzio

"Stupidi" io dissi, "voi non sapete
che il silenzio cresce come un cancro 
ascoltate le mie parole che io posso insegnarvi, 
aggrappatevi alle mie braccia che io posso raggiungervi" 
Ma le mie parole caddero come gocce di pioggia, 
e riecheggiarono, nei pozzi del silenzio

e la gente si inchinava e pregava
al Dio neon che avevano creato. 
e l'insegna proiettò il suo avvertimento, 
tra le parole che stava delineando. 
e l'insegna disse "le parole dei profeti
sono scritte sui muri delle metropolitane
e sui muri delle case popolari." 
E sussurrò nel suono del silenzio 

"The sound of silence" di Simon & Garfunkel   

September 29

Eraserhead - La mente che cancella

Definito dal regista (cui costò 4 anni di lavoro e poche migliaia di dollari) "un sogno di cose oscure e inquietanti". Un incubo popolato di incubi: il giovane Henry dai capelli ritti a presbitero; l'epilettica Mary che partorisce un mostriciattolo con la testa di un coniglio scuoiato; un teatrino tra gli elementi di un radiatore; la testa di Henry che si stacca dal corpo ed è portata in una fabbrica per farne gommini per cancellare; la testa del neonato che galleggia nell'aria... In bilico tra espressionismo e surrealismo, è un microcosmo formale autonomo sotto il segno della sterilità e della corruzione che evita simbolismi, allegorie, interpretazioni psicoanalitiche e ispira una sorta di angoscia metafisica e di paura ripugnante. Il linguaggio è classico, ma Lynch ne fa un uso aberrante nella dilatazione dei tempi e dei suoni. Straordinario, ingombrante, intollerabile, divenne un film di culto nei cinema di mezzanotte. Eraserhead è considerato un film difficile da comprendere e risulta aperto a molteplici interpretazioni. La storia non ha una trama lineare ed è inframezzata da sequenze oniriche di varie durate, e l'intreccio tra queste sequenze e il filone narrativo principale è spesso indistinguibile. Lynch ha definito Eraserhead come "[un] sogno di avvenimenti oscuri e pericolosi" Fra gli estimatori di questo film ricordiamo lo scrittore Charles Bukowski ed il regista Stanley Kubrick, che lo proiettava continuamente durante la lavorazione di Shining per trasmettere inquietudine agli attori...MI INCHINO AL GENIO DI DAVID LYNCH.
        
September 22

Arnold Layne

 
 
Arnold Layne 
 
 
Arnold Layne (Syd Barrett)

Arnold Layne aveva un passatempo strano
Collezionava vestiti, panni stesi al chiar di luna
Gli andavano a pennello
Sul muro pendeva un alto specchio
Vista distorta, in trasparenza: baby-blue
E gli piaceva
Oh Arnold Layne, non è lo stesso
Ci vogliono due per capire, due per capire
Perché non ti rendi conto?
Arnold Layne, Arnold Layne
Ora lo hanno preso, una persona odiosa
Lo ha messo dentro, porte sbattute, catene
Che odiava
Arnold Layne
Arnold Layne
Non farlo più

September 20

L'uomo dalla lingua di legno

 
 

443
 
 
C'era un uomo dalla lingua di legno
che cercava di cantare,
e in verità faceva pena.
Ma vi fu uno che udì
lo sbatacchio di quella lingua di legno,
e capì quello che l'uomo desiderava di cantare,
e questo bastò ad appagare il cantore.
(Stephen Crane)
 
September 17

La morte della mosca

   

Oggi è morta una mosca
dopo avere volato
tanti anni da sola
bassa bassa su un prato.
Un prato non è mai abbastanza grande
perché una mosca ci si perda,
ritrova sempre il suo cespuglio,
il suo dolce odore di merda.

Le mosche procurano noia
se volano a schiera unita;
da sole non danno fastidio:
si schiacciano dentro due dita.

Oggi è morta una mosca
digrignando gli ultimi denti,
subendosi l'ultima beffa,
la morte appartiene ai potenti.

Oggi è morta una mosca
oh, mio dio che sfacelo!
ronzare noiosamente
tanto lontano dal cielo.
Oggi è morta una mosca,
crack! l'ultimo colpo di ali.
Fortuna che noi siamo uomini,
fortuna che siamo immortali.
 

Oggi è morta una mosca,
muriamola nel suo alveare
insieme a tutte le altre
onoriamola con un piccolo altare...

Almeno però non si perda
il senso degli ultimi stenti,
alle mosche rimane la merda,
il cielo appartiene ai potenti.                                

Claudio Lolli "La morte della mosca", da "Ho visto anche degli zingari felici".

September 16

Come un pianoforte studiato e poi lasciato lì sugli accordi...

E' facile intraprendere lo studio del pianoforte... La sua melodia è bella..... vorremmo suonarlo.... E' così ci ritroviamo a prender lezioni... Ma ad un certo punto si fa difficile... quelle meravigliose melodie richiedono impegno, non è facile riprodurle.... e così abbandoniamo quel pianoforte... proprio quando si fa difficile il suo studio... Resta lì SOLO, ABBANDONATO, coperto di polvere.... il suo suono peggiora perchè consumato dagli anni, dalla polvere, dalla solitudine... La fortuna sarebbe trovare quel pianista coraggioso... pronto a tutto, con coraggio, pur di riuscire a scoprire e a suonare quella melodia... tanto difficile da trovare... Ma una volta trovata, sarà quanto di più bello esista... Sarò felice se qualcuno capirà questa metafora... 

 
  
September 15

Addio

CON QUESTA CANZONE E LE SUE MERAVIGLIOSE PAROLE, IO DICO ADDIO... SONO QUELLE PAROLE SEMPRE CERCATE, SEMPRE DESIDERATE.... MA ORA SONO QUI, MI FANNO COMPAGNIA.... "Nell'anno '99 di nostra vita io, eterno studente perché la materia di studio sarebbe infinita e soprattutto perché so di non sapere niente, io, chierico vagante, bandito di strada, io, non artista, solo piccolo baccelliere, perché, per colpa d'altri, vada come vada, a volte mi vergogno di fare il mio mestiere, io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite, riflettori e paillettes delle televisioni, alle urla scomposte di politicanti professionisti, a quelle vostre glorie vuote da coglioni... E dico addio al mondo inventato del villaggio globale, alle diete per mantenersi in forma smagliante a chi parla sempre di un futuro trionfale e ad ogni impresa di questo secolo trionfante, alle magie di moda delle religioni orientali che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero, ai personaggi cicaleggianti dei talk-show che squittiscono ad ogni ora un nuovo "vero" alle futilità pettegole sui calciatori miliardari, alle loro modelle senza umanità alle sempiterne belle in gara sui calendari, a chi dimentica o ignora l'umiltà... Io, figlio d'una casalinga e di un impiegato, cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia, io, tirato su a castagne ed ad erba spagna, io, sempre un momento fa campagnolo inurbato, due soldi d'elementari ed uno d'università, ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà... Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito, a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia o sceglie a caso per i tiramenti del momento curando però sempre di riempirsi la pancia e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati, ai ceroni ed ai parrucchini per signore, alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati, al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore, a chi si dichiara di sinistra e democratico però è amico di tutti perché non si sa mai, e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico ed è anche fondamentalista per evitare guai a questo orizzonte di affaristi e d'imbroglioni fatto di nebbia, pieno di sembrare, ricolmo di nani, ballerine e canzoni, di lotterie, l'unica fede il cui sperare... Nell'anno '99 di nostra vita io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico..."
 
 
September 10

Opinioni di un clown

Quando osserviamo un clown alla TV, troviamo naturale che egli debba farci sganasciare dalle risate, divertirci gentilmente, scrollarci di dosso la pesantezza di un’intera giornata di lavoro.
Bene, con Opinioni di un clown  Heinrich Böll ci permette di guardare al di là della maschera, penetrare nell’intimo dell’artista e provare a capirne lo spleen.

Si tratta di un libro da gustare lentamente, assaporando l’amaro dei frammenti d’anima di quest’artista, che pure non arriva mai all’autocommiserazione. Anche lo stile dello scrittore, asciutto e incisivo, ci riporta alla visione di un mondo estraneo, falso e cattivo, ma non ancora del tutto perduto.

Sono un clown, come tutti del resto.... ci facciamo ridere, mi fate ridere, mi faccio ridere....  ma non è un riso di gioia....  

September 09

Cinico Tv: La "bassa cultura"

Cinico tv Cinico tv è un programma televisivo di Daniele Ciprì e Franco Maresco, andato in onda su Rai tre, in cui i due registi intervistano personaggi alienati, folli e squallidi sullo sfondo di una Sicilia desolata. I soggetti sono tutti rigorosamente di sesso maschile (non c'è posto per la femminilità nello squallore e nella desolazione assoluti), tra i più importanti ricordiamo il ciclista Francesco Tirone, il pasciuto affetto da meteorismo Giuseppe Paviglianiti, le schifezze umane Carlo e Pietro Giordano, i ridicoli fratelli Franco e Rosolino Abbate e il triste Marcello Miranda. Apparentemente Cinico Tv fa ridere... ma solo a coloro che guardano senza osservare.... Cinico Tv rappresenta lo squallore umano, quello squallore involontario... che forse apparentemente, fisicamente non esiste più... ma io credo che esista in molte menti....
 
       

Presentazione

Dedicherò questo blog all'approfondimento degli eventi artistici che hanno caratterizzato la storia...
Partendo da musica e cinema, passando per televisione e letteratura.....
Grazie 
 

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Elena

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